01/10/2008
Nietzsche,oltre il nichilismo

Il "superuomo" è un'utopia legata all'idea di formare un "condottiero della vita" che si pone oltre il bene e il male. Secondo me quest'idea, per quanto utopistica, non è più concepibile per l'epoca in cui viviamo. E' irrealizzabile, ai nostri giorni, coltivare l'idea dell'oltreuomo dato che la società è talmente amministrata fino ad aver distrutto la sfera del reale e, quindi, anche l'idea di una realtà storica modificabile. Il superuomo, oggigiorno, finirebbe per cadere senz'altro in balia dei media che, probabilmente, ne farebbero uno strumento pubblicitario o meglio un "fenomeno da baraccone".
Nell'attuale società dello spettacolo, della banalità assoluta dei media e del materialismo radicale, quasi nessuno comprenderebbe la profondità e l'originalità culturale del superuomo e tutto finirebbe col trasformarsi in un'immagine completamente distorta, che a lungo andare finirebbe per stufare o rendersi paradossale. In passato è stato possibile concepire, in linea di massima, il mito del superuomo, ma adesso è troppo tardi. Il tempo limite, in base a questo particolare momento in cui stiamo vivendo, è scaduto per lasciare posto a un mondo con tendenze totalitarie, simile a quello orwelliano che soffoca tutto e tutti. Un aspetto importante che invece può provocare in futuro il pensiero di Nietzsche è per certi versi la riscoperta di una creativa cristianità, al momento poco valorizzata, che dovrebbe risorgere dalle ceneri di questo sistema massificante e pianificato.
Gran parte della contestazione nietzscheana è storicamente servita ad esprimere la funzione creativa e distruttiva della volontà di potenza e non ad eleggere un superuomo dionisiaco che non è umanamente possibile e tanto meno concretizzabile nella moderna struttura sociale, dove nichilismo e mercato sono una cosa sola. Paradossalmente, il cristianesimo è destinato a tornare come guida ma in una veste rinnovata e vitale che nemmeno Nietzsche si sarebbe mai immaginato. Con una maggiore apertura del cristianesimo possiamo finalmente esprimere nuovi valori in un contesto tale da ispirare quell'equilibrio dionisiaco-apollineo tanto caro a Nietzsche. Di conseguenza, il grande filosofo tedesco ha involontariamente stimolato il cristianesimo. Quando Nietzsche afferma che quello che «si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male» finisce inevitabilmente per incoraggiare un'etica evangelica anche se questo può sembrare apparentemente assurdo. Spesso si parla di Nietzsche in funzione completamente anticristiana, ma se si studia a fondo questo pensatore si finisce per comprendere nel tempo che il suo pensiero non mira proprio alla totale distruzione dei principi cristiani ma viceversa si tratta, in parte e in un certo senso, di una innovativa reinterpretazione di alcuni importanti ideali evangelici, anche se ciò è difficilmente comprensibile. Non a caso «Girard è un filosofo emblematico: cattolico ma anche nietzschiano, che vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo» (Cristina Ferroni). Si pensi per esempio all'idea di Gianni Vattimo riguardo allo sviluppo di un cristianesimo comprensivo e libertario che tiene conto dell'esperienza del pensiero di Nietzsche. Difatti, Cristina Ferroni scrive che «il cristianesimo di Vattimo, se per molti aspetti si accorda con quello di Girard – al quale in realtà deve molto - è fortemente radicato nel principio dell’amore e della carità contro ogni forma d’autorità. Per il filosofo torinese, l’atto di voler definire una natura umana, di fissare un principio universale che regola l’agire degli uomini è violento e autoritario. Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano».
Come il pensiero umanistico-rinascimentale ha provocato una forte emancipazione nella mentalità cristiana, così deve accadere anche con alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche, per favorire un cristianesimo dinamico, aperto e totalmente attivo nell'amore verso il prossimo. Si tratta di una riscoperta ispirata a quel "dionisismo cristiano" vissuto con entusiasmo dai primi cristiani, privo di fariseismo e sempre pronto a diffondere ovunque amore, libertà e vitalismo. E' realmente possibile vivere, in quest'ottica di idee legate a una particolare e sana influenza nicciana, un cristianesimo rinforzato, capace di sollecitare nell'uomo la potenza creativa della spiritualità.
Nell'attuale società dello spettacolo, della banalità assoluta dei media e del materialismo radicale, quasi nessuno comprenderebbe la profondità e l'originalità culturale del superuomo e tutto finirebbe col trasformarsi in un'immagine completamente distorta, che a lungo andare finirebbe per stufare o rendersi paradossale. In passato è stato possibile concepire, in linea di massima, il mito del superuomo, ma adesso è troppo tardi. Il tempo limite, in base a questo particolare momento in cui stiamo vivendo, è scaduto per lasciare posto a un mondo con tendenze totalitarie, simile a quello orwelliano che soffoca tutto e tutti. Un aspetto importante che invece può provocare in futuro il pensiero di Nietzsche è per certi versi la riscoperta di una creativa cristianità, al momento poco valorizzata, che dovrebbe risorgere dalle ceneri di questo sistema massificante e pianificato.
Gran parte della contestazione nietzscheana è storicamente servita ad esprimere la funzione creativa e distruttiva della volontà di potenza e non ad eleggere un superuomo dionisiaco che non è umanamente possibile e tanto meno concretizzabile nella moderna struttura sociale, dove nichilismo e mercato sono una cosa sola. Paradossalmente, il cristianesimo è destinato a tornare come guida ma in una veste rinnovata e vitale che nemmeno Nietzsche si sarebbe mai immaginato. Con una maggiore apertura del cristianesimo possiamo finalmente esprimere nuovi valori in un contesto tale da ispirare quell'equilibrio dionisiaco-apollineo tanto caro a Nietzsche. Di conseguenza, il grande filosofo tedesco ha involontariamente stimolato il cristianesimo. Quando Nietzsche afferma che quello che «si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male» finisce inevitabilmente per incoraggiare un'etica evangelica anche se questo può sembrare apparentemente assurdo. Spesso si parla di Nietzsche in funzione completamente anticristiana, ma se si studia a fondo questo pensatore si finisce per comprendere nel tempo che il suo pensiero non mira proprio alla totale distruzione dei principi cristiani ma viceversa si tratta, in parte e in un certo senso, di una innovativa reinterpretazione di alcuni importanti ideali evangelici, anche se ciò è difficilmente comprensibile. Non a caso «Girard è un filosofo emblematico: cattolico ma anche nietzschiano, che vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo» (Cristina Ferroni). Si pensi per esempio all'idea di Gianni Vattimo riguardo allo sviluppo di un cristianesimo comprensivo e libertario che tiene conto dell'esperienza del pensiero di Nietzsche. Difatti, Cristina Ferroni scrive che «il cristianesimo di Vattimo, se per molti aspetti si accorda con quello di Girard – al quale in realtà deve molto - è fortemente radicato nel principio dell’amore e della carità contro ogni forma d’autorità. Per il filosofo torinese, l’atto di voler definire una natura umana, di fissare un principio universale che regola l’agire degli uomini è violento e autoritario. Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano».
Come il pensiero umanistico-rinascimentale ha provocato una forte emancipazione nella mentalità cristiana, così deve accadere anche con alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche, per favorire un cristianesimo dinamico, aperto e totalmente attivo nell'amore verso il prossimo. Si tratta di una riscoperta ispirata a quel "dionisismo cristiano" vissuto con entusiasmo dai primi cristiani, privo di fariseismo e sempre pronto a diffondere ovunque amore, libertà e vitalismo. E' realmente possibile vivere, in quest'ottica di idee legate a una particolare e sana influenza nicciana, un cristianesimo rinforzato, capace di sollecitare nell'uomo la potenza creativa della spiritualità.
11:58 Scritto da: metropolis6 in opinioni | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: nietzsche e il cristianesimo, cristianesimo relativista, volontà di potenza, dioniso, dionisismo cristiano, vattimo, cristina ferroni | OKNOtizie |
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Una messa in memoria del filosofo Nietzsche
La clamorosa iniziativa è del rettore di San Bernardino: non era un Anticristo
di Fabio Iuliano
QUOTE:
Fonte:
http://ilcentro.repubblica.it/
L'AQUILA. E' considerato uno dei nemici storici della Chiesa cattolica. Ma oggi pomeriggio all'Aquila, alle 19,30, nella basilica di San Bernardino, verrà celebrata una messa in sua memoria a 108 anni dalla morte. Stiamo parlando del filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche. L'iniziativa è del rettore della basilica di San Bernardino, padre Quirino Salomone, francescano.
Nietzsche resta tra i maggiori filosofi occidentali di ogni tempo. La lettura delle sue opere più famose - Ecce Homo, Così parlò Zharatustra e soprattutto l'Anticristo - ha spinto molti a ritenere il pensiero di Nietzsche quanto di più distante dal messaggio della chiesa. Qualche giorno fa, tuttavia, padre Quirino Salomone (che è tra l'altro fra i maggiori studiosi della figura di Papa Celestino V) ha deciso di accettare l'invito del professor Arturo Conte, docente universitario oggi in pensione e profondo conoscitore del filosofo tedesco, ad organizzare una celebrazione religiosa.
«In un periodo chiave per la nostra città come quello della Perdonanza», ha spiegato Padre Quirino, «abbiamo deciso di organizzare questa iniziativa, per spingere i cristiani a valutare il pensiero del filosofo tedesco da un'altra prospettiva. Vogliamo inquadrare la sua figura da una prospettiva cristiana di misericordia. Per questo motivo, a fine celebrazione, ci ritroveremo in sacrestia per un incontro di approfondimento sul vero testamento di Nietzsche».
Il professor Conte, già direttore del Centro di igiene mentale, contesta fermamente l'opinione che Nietzche sia da considerare l'anticristo dei tempi moderni. «Il filosofo denuncia la chiesa secolare e colonialista», spiega Conte, «proprio come Gesù aveva contestato il sinedrio e le aspettative "imperial-messianiche" che accompagnarono la sua venuta. Alla base di tutto», aggiunge, «c'è la confusione fra il "Cristo evangelico" e il "messia biblico". Il "messia" sta su un trono ed è osannato dalla sua gente, il "Cristo", invece è quello dei poveri, degli ultimi».
L'idea dell'anticristo venne a Nietzsche proprio a causa di questa equazione ricorrente (Cristo uguale messia) che domina le pratiche religiose. «I conquistatori hano scambiato la spada con la croce», prosegue Conte, «e sugli scudi dei crociati è stampigliata una croce a forma di spada». Una prospettiva del tutto simile si intuisce quando si parla dell'atteggiamento del prossimo. Nietzsche parlava dell'amore del remoto e del futuro come più elevato dell'amore del prossimo, il suo messaggio si può intuire un'apertura nei confronti di tutto quello che è "straniero".
La condanna per alcune posizioni della chiesa secolare, avvicina Nietzsche alla prospetttiva di Celestino V che si rinunciò alla tiara papale, dopo essere entrato a contatto con gli scandali della chiesa dell'epoca. Questo episodio è riproposto da Conte in analogia con un passaggio di Ecce Homo in cui Nietzsche racconta il suo personale desiderio di evadere da Roma, per andare all'Aquila. Nelle prossime settimane verrà organizzato un convegno di studi alla Cattedra Bernardiniana.
(24 agosto 2008)
Scritto da: metropolis | 04/10/2008
credo che se si vuole leggere Nietzsche come filosofo compatibile con il cristianesimo e/o suoi valori (lui, ma si è mai letto l'Anticristo?) come la compassione, allora ci si sta ostinando su una strada proprio sbagliata, una strada che tradisce i messaggi chiarissimi, sempre più chiari, che aveva lanciato, soprattutto dalla metà degli anni ottanta dell'ottocento in poi. Se si ha questa ostinazione, allora è meglio cambiare autore, e puntare per esempio su – un nome su tutti – su Emerson, che peraltro fu amatissimo da Nietzsche (in particolare per il suo "Condotta di vita"). Ipotizzare che un Emerson possa essere compatibile con il cristianesimo ha molto più senso che pensarlo per Nietzsche. Oppure, se bisogna proprio farlo, bisognerebbe prima santificare Giuda.
Scritto da: Ortensio Rossella | 21/05/2009
Nulla in contrario in quello che hai scritto. (Chiarisco subito che non posso rispondere bene con due parole. ) Non a caso ho scritto in altri post, nel blog, su Nietzsche dove metto in evidenza proprio l'anticristianesimo. Non ti dice niente che la compatibilità di Emerson con il cristianesimo possa a sua volta trovare dei punti di compenetrazione con Nietzsche? Pensa, per esempio, ai valori che valorizzano la vita e la creatività individuale. Non credi che il cristianesimo che abbiamo vissuto per secoli e secoli sia un cristianesimo monotono,bigotto, falsificato o pietrificato? Una fede della morale,della repressione e della morte non è quello che Cristo voleva...Di questo ne sono davvero sicuro ;) Prova a dare un'occhiata al pensiero di Vattimo. Certo, Nietzsche è andato ben oltre: verso il più forte, verso il più meritovole. Lasciare che il superuomo viva secondo volontà di potenza e non secondo la morale dei cristiani che è la morale dei deboli. Quando,però, Nietzsche attacca il moralismo cristiano, tende in parte ad assomgliare paradossalmente a Cristo quando criticava apertamente l'ipocrisia dei farisei... In un certo senso, è proprio su questo che cerco di riflettere.
Saluti
Sandro
Scritto da: sandro | 21/05/2009
Mi convinco sempre di più che Nietzsche non ci ha savati dal fardello del cristianesimo ma ha salvato il cristianesimo dall'autodistruzione.
Scritto da: Sandro | 06/04/2010
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