13/01/2009

La caduta

2026987703.jpgE' tornato lo spettro di Hitler nel film 'La caduta' ( Der Untergang) di Oliver Hirschbiegel con la magistrale interpretazione di Bruno Ganz. A quanto pare, il mito di Hitler è inossidabile e questo perchè abbiamo a che fare con uno spietato dittatore dalla personalità enigmatica e , a tratti, genialmente diabolica e astuta ma non proprio completamente folle anche se apparentemente lo sembra. Il film racconta gli ultimi dodici giorni di vita del tiranno che vanno dal 20 aprile 1945 in cui il Fuhrer festeggia il suo ultimo compleanno fino al 2 maggio del 1945 in cui avviene la completa sconfitta tedesca. L'opera si avvale della testimonianza riportata in un diario da Tradul Junge, la giovane segretaria del dittatore e da Joachim Fest, grande studioso del nazismo e biografo di Hitler. L'assurda critica che è stata fatta al film consiste nel fatto che abbiamo un Hitler 'troppo umano' e che l'opera non combatte il nazionalsocialismo. Il fatto di mettere un Hitler capace di socializzare con gli altri in modo da simulare rapporti affettivi è stato realistico e utile perchè elimina falsi e assurdi stereotipi verso un criminale che non è stupido ma seduttivo. Il film è profondamente antinazista perchè denuncia apertamente la mentalità della Germania di quegli anni:totalmente esaltata,lontana dalla realtà,rigida,conformista e quasi necrofila. Vecchi e bambini non vengono risparmiati dalla guerra e se qualche anziano si rifiuta di combattere perchè non ha più la forza per farlo viene subito,impietosamente, giustiziato dai soldati.L'atteggiamento dei militari che non vanno oltre il giuramento e che vogliono suicidarsi piuttosto che vivere senza il nazionalsocialismo lascia intendere che il nazismo è andato ben oltre un sistema politico ma è diventato piuttosto un' 'ideologia religiosa' e psicologicamente radicata nel cuore dei tedeschi dell'epoca.Basta pensare ai coniugi Gobbels che non escludono dal proprio suicidio quelle povere vittime innocenti dei sei figli. Il film è avvolto da un'oscura aria macabra e surrealmente espressiva presente nel bunker di Berlino in cui regna,inesorabilmente,la presenza melefica di un "diavolo" che, diventato completamente paranoico e collerico, non riesce a rassegnarsi all'idea della inevitabile capitolazione della Germania. In quel clima di morte e disperazione,dove i soldati lottano fino all'ultimo, il fuhrer dichiara apertamente che non verserà nemmeno una lacrima per il popolo tedesco perchè non merita niente di meglio. La cosa più importante è,però, che non c'è più differenza tra ebrei e tedeschi: tutti sono trascinati nella irreparabile catastrofe dell'ideologia nazionalsocialista dove sia gli ebrei e sia i tedeschi vengono entrambi disprezzati e massacrati ,senza alcuna pietà, dal mostruoso carnefice Adolf Hitler.